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Dottor Nicola Paoleschi, cos’è l’implantologia orale?

L’implantologia orale è una disciplina chirurgica che ha lo scopo di ricostituire gli elementi dentali mancanti ed i loro tessuti di sostegno cioè osso e gengiva. Oggi è considerata una tecnica sicura e predicibile. Le radici artificiali in titanio sostengono delle corone in ceramica ed il paziente avrà la percezione durante la masticazione, la fonazione e le manovre di igiene orale, di avere i propri denti naturali.

Quali sono gli esami necessari prima dell’intervento?

Nel caso di mancanza di un solo elemento dentale o due, in pazienti giovani, di solito è sufficiente una radiografia endorale del sito ed una ortopantomografia digitale delle arcate dentarie che ci permettono di valutare la quantità ossea residua e la vicinanza a strutture anatomiche da preservare come il seno mascellare ed il nervo mandibolare. Se l’Odontoiatra lo ritiene opportuno, in pazienti a cui mancano i denti da lungo tempo, ed in cui conseguentemente abbiamo poco osso, può essere necessario un esame più approfondito che è il Dental Scan. La TC Dental Scan effettua sezioni ortogonali all’asse maggiore del processo alveolare e quindi può effettuare ricostruzioni di tutta l’arcata. Un programma del computer permette la visualizzazione bi o tridimensionale dell’osso ad intervalli di 1, 2 mm, quindi molto dettagliata.

E’ importante ridurre i tempi d’attesa?

La direzione dei miglioramenti in Odontoiatria è proprio questa. Esempi di riduzione dei tempi di lavoro sono: il poter eseguire in un’unica seduta l’estrazione del dente e inserire subito l’impianto (impianti post- estrattivi); fare impianti su cui viene immediatamente bloccata una protesi per dare una riabilitazione funzionale ed estetica con denti fissi (impianti a carico immediato); oppure una rigenerazione ossea con l’inserimento contemporaneo dell’impianto.

Quanto dura un lavoro di protesi su impianti?

Esistono in letteratura controlli che attestano il buon funzionamento di protesi ormai da più di 20 anni. Ovviamente nella protesi implantare assume un’importanza fondamentale il mantenimento degli impianti da un punto di vista igienico da parte del professionista che li ha inseriti. Presso i miei Studi Dentistici abbiamo un protocollo di richiamo dei pazienti ed eseguiamo controlli ogni 3 mesi nel primo anno dopo l’intervento ed ogni 6 mesi negli anni successivi. Solo così ci è possibile dare una garanzia “a vita” sul lavoro eseguito presso i nostri studi.

Vi sono rischi di rigetto dell’impianto?

Per rigetto si intende una reazione da parte del sistema immunitario nei confronti di un qualcosa riconosciuto come estraneo. Questo puo’ essere un organo, un tessuto, come nel caso di un trapianto, o un elemento inorganico. Gli impianti dentali sono realizzati con un metallo nobile: il titanio, che ha un elevato grado di purezza e decontaminazione della superficie. L’organismo non riconosce questo metallo come estraneo anzi, vede questa struttura come propria e quindi ad essa si attacca intimamente. Questo è cio’ che fanno le cellule ossee rispetto alla superficie implantare: osteointegrazione. Questo metallo e’ utilizzato in altre branche chirurgiche della medicina (ortopedia, neurochirurgia, chirurgia maxillofacciale) quale sostituto di parti anatomiche o come mezzo di sintesi. Non è mai stata descritta in letteratura nessuna reazione avversa ne’ di natura allergica ne’ di rigetto.

Dottor Paoleschi, l’intervento è doloroso?

Assolutamente no, il paziente viene adeguatamente anestetizzato con i metodi dell’anestesia locale che impiega mepivacaina, articaina, lidocaina con o senza vasocostrittori (per i soggetti con problemi cardiaci). Dopo l’intervento i pazienti seguono una terapia preventiva antibiotica e antidolorifica per alcuni giorni. In questo modo il dolore è assente durante e dopo l’intervento chirurgico. In casi estremi, di soggetti ansiosi o interventi più lunghi e complessi, è anche possibile far intervenire un Anestesista presso lo Studio per una sedazione più profonda.

Dottore, a chi consiglia l’implantologia?

A chi ha perso i propri denti: dopo i 18 anni il nostro organismo è sempre pronto ad integrare queste radici artificiali che tanto somigliano ai nostri denti naturali. Per migliorare la qualità della nostra vita con le soluzioni più avanzate e sicure che il progresso odontoiatrico ci offre.

L’implantologia orale è una disciplina chirurgica che ha lo scopo di ricostituire gli elementi dentali mancanti ed i loro tessuti di sostegno cioè osso e gengiva. Oggi è considerata una tecnica sicura e predicibile. Le radici artificiali in titanio sostengono delle corone in ceramica ed il paziente avrà la percezione durante la masticazione, la fonazione e le manovre di igiene orale, di avere i propri denti naturali.

Dottore, se l’osso residuo è poco si può ricostruire?

In alcuni casi la quantità di osso presente non è sufficiente, in altezza o in larghezza, per l’inserimento di impianti di dimensione adeguata. Oggi sono disponibili diverse tecniche chirurgiche per la rigenerazione dell’osso ai fini implantari. Questo richiede che l’operatore sia esperto in questo tipo di trattamenti e che il paziente sia informato circa le modalità di esecuzione. Il materiale d’elezione con cui ricostruire un difetto osseo è certamente l’osso del paziente stesso. Questo, infatti, è l’unico a possedere contemporaneamente capacità di osteogenesi, osteoinduzione e osteoconduzione. Oggi abbiamo però a disposizione anche bio materiali in grado di promuovere la ricostruzione ossea per la riparazione di difetti, restaurandone funzionalità e forma originaria.

L’aumento di osso si può fare contemporaneamente all’inserimento dell’impianto?

Si, questa è una tecnica che io prediligo perchè ci evita di fare un secondo intervento chirurgico. In una unica seduta, con una semplice anestesia locale, è possibile inserire l’impianto e rigenerare osso inserendo Bio Materiale attorno alle spire dell’impianto e proteggendo il tutto con delle Membrane di collagene riassorbibile. Lo scopo è quello di permettere che sotto la membrana la riparazione avvenga indisturbata con la produzione di sola sostanza ossea. Così basteranno 3 mesi per ottenere una perfetta integrazione ossea dell’impianto.